Un piccolo esercito di coraggiosi, molti dentro la “zona rossa”. Sono i proprietari dei ristoranti, dei wine bar, delle enoteche che hanno deciso di riaprire i battenti a L’Aquila. Mercoledì mattina 21 luglio 2010 si sono ritrovati nella sala conferenze della Fiamme Gialle per ricevere una simbolica “dote” - circa 80 bottiglie a esercente - generosamente offerta da decine di produttori e da due fra i principali consorzi italiani quello del Sagrantino e quello del Soave.
Grazie alla collaborazione delle Fiamme Gialle, si sono potute “stoccare” quasi 2000 bottiglie spedite all’Aquila dalle decine di produttori italiani che hanno risposto all’appello del giornalista Antonio Paolini il quale, dopo il terremoto, in occasione delle presentazioni delle maggiori Guide di settore (Espresso, Gambero Rosso, Vini Buoni d'Italia Touring Club) ha promosso il progetto “Piccolo banco solidale del vino” con l’idea di ricostituire, almeno in parte, le cantine andate distrutte dal sisma. “Un messaggio di speranza in bottiglia” aveva dichiarato allora Paolini: quel messaggio è arrivato, forte e chiaro e le adesioni si sono moltiplicate.
Alla consegna simbolica della prima bottiglia della dote a ciascun locale hanno partecipato il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, l’assessore al Commercio del Comune di Teramo, Giorgio D’Ignazio, in rappresentanza della “città sorella e solidale”, il generale Lisi delle Fiamme Gialle e i rappresentanti della Confraternita del Sagrantino, Antonio Perelli, presidente e Analita Polticchia vice-presidente. Nove cantine produttrici del Sagrantino (Adanti, Antonelli, Bea, Benincasa, Ruggeri, Colleallodole di M. Antano, Signae, Colpetrone, Terre de’ Trinci) aderenti alla Confraternita, hanno generosamente partecipato alla donazione di un congruo numero di bottiglie di Sagrantino e Rosso di Montefalco, tale da permettere ai ventuno esercenti aquilani di averne una scatola nei loro locali appena riaperti al pubblico.
E’ un gesto simbolico – ha sottolineato Perelli - che vuole testimoniare la solidarietà dei produttori umbri che ben comprendono il significato di un momento particolarmente difficile come quello della ricostruzione e della ripartenza dopo un terremoto.
Questo era l’obiettivo del Banco solidale del Vino: una fiammella, minima e di misurata rilevanza, accesa in un panorama mai forse così gravato di incognite a partire dal grande disastro del sisma e dalle tante speranze accesesi subito dopo. Questa fiammella vuol costituire un segnale: un luogo, uno spazio, una città, una "agorà", una comunità, per rinascere hanno bisogno di molte, nodali, fondamentali, importantissime cose.
“Questa mattina tutti avete letto sui giornali e avete ascoltato dai notiziari radio e tv che L’Aquila ha urgente bisogno di liquidi: lo ha detto il Sindaco, lo dice il presidente Chiodi – ha affermato scherzosamente l’ideatore del Banco Solidale del Vino, Antonio Paolini – anche noi abbiamo portato dei liquidi. Una goccia nel mare nei bisogni della città. Ma i nostri ci sono. Li avevamo promessi e sono arrivati”.
L’Aquila 21 luglio 2010
I destinatari delle bottiglie:
Ju Boss; La conca dell’antica posta; Percorsi di gusto; Ernesto; le 99 Cannelle; Elodia; Evoè; Il dragoncello; La rupe; Il rugantino; La torretta; La locanda dei mugnai; Gente di mare; La locanda di San Marciano; Fratelli Stratta; Le fontanelle; Villa Feronia; La Fenice, La Piazzetta; Maccarone; Percorsi di gusto.
(27-07-2010 15:00)
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