Albert Einstein sosteneva che “se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita”. Oggi stiamo assistendo ad una riduzione dal 30 al 50% del patrimonio apistico nazionale ed europeo.
Quindi – per Einstein -non sarebbe a rischio solo la produzione di miele, quanto l'equilibrio naturale globale con effetti devastanti sulla salute e sull'alimentazione, che dipende per oltre un terzo da coltivazioni impollinate attraverso il lavoro di insetti, al quale proprio le api concorrono per l'80%.
Nel 2007 in Italia si è registrata la perdita di 200mila alveari con un danno economico per la mancata impollinazione stimato in 250 milioni di Euro. Diverse sono le teorie sulle cause del profondo malessere che sta colpendo le api, come l'ipotesi di una responsabilità delle onde elettromagnetiche, che secondo uno studio inglese determinerebbe morie fino al 70%, ma anche gli effetti dei cambiamenti climatici, dell'inquinamento ambientale nonché gli eventuali effetti di contaminazioni di organismi geneticamente modificati (Ogm).
Ma tra i principali sospettati ci sono anche parassiti come virus o batteri sconosciuti e agrofarmaci che potrebbero anche agire in combinazione nell'indebolire ed uccidere le api.
IL LAVORO DELLE API
Concorrono per l'80% al lavoro di impollinazione;
- L'alimentazione dipende per un terzo da coltivazioni impollinate da insetti;
- 50 miliardi di api presenti in Italia in oltre 1 milione di alveari;
- L'impollinazione delle colture in Italia ha un valore annuo di 2,5 miliardi di Euro;
- In Italia nel 2007 la produzione di miele è stata di circa 10mila tonnellate;
- Lavorano nel comparto 7500 apicoltori professionisti e molti hobbisti;
- Il fatturato stimato è di circa 25 milioni di euro.
(Fonte: elaborazioni Coldiretti)
Maurizio Pescari
(11-02-2008 10:59)
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