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Un Museo della Canapa a Sant’Anatolia di Narco

È un ecomuseo che mira alla valorizzazione della ‘risorsa Umbria’ attraverso la filiera ‘Turismo-Ambiente-Cultura’: sviluppo del turismo, ma soprattutto recupero dell’identità culturale di un territorio

A Sant’Anatolia di Narco, nel mese di luglio 2008, è stato aperto un Museo della Canapa, un intervento volto alla tutela e alla valorizzazione dei saperi e del saper fare della tradizione culturale umbra.
“La Regione Umbria – ha affermato l’assessore Romettiha sostenuto il progetto di questo Museo che vuol recuperare e trasmettere l’arte e la lavorazione della canapa, radicata nella nostra regione, nell’ambito delle azioni per la valorizzazione della ‘risorsa Umbria’ promosse con i bandi integrati della filiera ‘Turismo-Ambiente-Cultura.
Il finanziamento di 100mila euro concesso per la struttura museale, rientra nel ‘Progetto integrato territoriale Valnerina’ che conta ben 67 interventi da parte di 57 imprese per lo sviluppo turistico e la promozione del territorio e che ha attivato risorse complessive per 13 milioni di euro, dei quali 9 milioni dai privati e 4 milioni dalla Regione”.
“L’innovativa strategia della Regione della valorizzazione e dello sviluppo integrato del territorio – ha proseguito Rometti – è stata fatta propria dalle amministrazioni comunali e dai privati, al punto che i progetti presentati per il finanziamento sono stati ben superiori alle risorse disponibili. La Giunta regionale intende sostenere e dare forza a questa capacità progettuale con i nuovi Programmi operativi regionali e i nuovi bandi integrati che verranno presto approvati”.

“È di fondamentale importanza per un piccolo Comune come Sant’Antatolia di Narco
– ha detto il sindaco Amedeo Santinil’apertura di una struttura museale, non solo per lo sviluppo del turismo, ma soprattutto per il recupero della sua identità culturale. Con il Museo della Canapa viene salvato, recuperato e valorizzato un modo di vivere del territorio: quasi ogni famiglia di contadini, fino alla prima metà del Novecento, coltivava la canapa per uso familiare.

Il museo, allestito nell’ex sede del palazzo comunale, consente di conoscere l’intero ciclo, dalla coltivazione alla lavorazione e trasformazione della canapa. Accanto alle attrezzature di un tempo, tra cui spicca un telaio del Settecento sono esposti tessuti donati dagli abitanti di Sant’Anatolia di Narco e una collezione tessile concessa in comodato dal Comune di Spoleto, raccolta dal concittadino Lamberto Gentili, che testimonia l’attività di tessitura domestica dalla seconda metà dell’Ottocento. Al piano inferiore, un’apposita sala sarà sede del laboratorio di tessitura, dove verranno svolte attività rivolte alle scuole e a quanti vorranno partecipare, e corsi per turisti.
“È una nostra scommessa – ha concluso il sindaco – che si lega all’apertura a Sant’Anatolia di Narco dell’Istituto tecnico agrario, da cui quest’anno sono usciti i primi diplomati, e agli scambi con l’Istituto d’Arte di Spoleto”.

“Con l’inaugurazione dell’antenna museale sulla canapa
– ha detto il presidente del ‘Cedrav’ Pietro Bellini – si va concretizzando il progetto dell’Ecomuseo della Valnerina, prototipo della rete ecomuseale dell’Umbria, su cui il Cedrav fin dalla sua costituzione, nel 1995, ha concentrato il suo interesse organizzando un convegno in cui sono state messe a confronto esperienze nazionali e internazionali. È stata già aperta l’antenna museale di Vallo di Nera, la ‘Casa dei racconti’, sulle tradizioni orali e all’apertura del museo della Canapa seguirà l’apertura delle altre postazioni che saranno poi collegate da percorsi tematici che valorizzano gli aspetti peculiari del territorio. Si crea un museo diffuso, con il coinvolgimento delle popolazioni locali, attraverso il quale promuovere il turismo della conoscenza, che valorizza luoghi e saperi locali. Entro il 2009 grazie all’impegno di Regione e sindaci sarà realizzato gran parte dell’Ecomuseo della Valnerina”.